Iniziazione al Kriya Yoga (Diksa)
In questa pagina troverai una spiegazione sul significato e la simbologia dell’iniziazione al Kriya Yoga secondo gli insegnamenti di Swami Shankarananda Giri. Prima di leggere questa pagina è consigliabile aver già letto la pagina introduttiva sul Kriya Yoga.
Indice
- Il significato dell’iniziazione (diksa)
- L’iniziazione e la seconda nascita
- Cosa succede durante l’iniziazione?
- Cosa fare per ricevere l’iniziazione?
- Ulteriori approfondimenti
Il significato dell’iniziazione (diksa)
In sanscrito, l’iniziazione si chiama “diksa”. La parola diksa è composta da due sillabe: “dik” e “ksa”. Dik significa direzione e ksa significa cielo. In altre parole, diksa simboleggia la direzione verso il cielo o l’apertura del terzo occhio.
Il Kriya Yoga viene normalmente trasmesso o insegnato da un maestro competente a chiunque desideri apprenderlo. L’iniziazione riveste un ruolo molto importante in tutti gli ambiti della vita del praticante e, naturalmente, in quello spirituale.
A che età è possibile ricevere l’iniziazione?
Ufficialmente, l’età minima per ricevere l’iniziazione è di dodici anni. Tuttavia, un bambino di età inferiore ai dodici anni può essere iniziato se manifesta un desiderio sufficientemente forte.
Nell’istante della nascita fisica, nasce solo il corpo. La forza vitale della madre continua a sostenere il corpo in questo momento, proprio come faceva durante la gestazione.
Il primo respiro nel corpo
Quando il respiro entra nel corpo per la prima volta, questo equivale alla “diksa fisica”. A questo punto la vita viene concepita all’interno di Hiranyagarbha, nel cranio. Così, il corpo nasce e successivamente viene concepita la vita, ma poiché il bambino non ha consapevolezza della sua radice causale, si potrebbe dire che la sua “vera vita” non è ancora nata.
Durante il primo respiro, Dio Padre soffia (discende) nel corpo con Dio Figlio. Per tre volte inspira, per tre volte il corpo espira. Dopo la terza espirazione, la nuova vita inspira ed espira da sola, tuttavia a questo punto ha già perso la consapevolezza di Dio Padre. Durante la prima inspirazione la nuova vita acquisisce consapevolezza dell’olfatto (quello della madre). A questo segue il senso del gusto (il desiderio di nutrirsi); poi il senso della vista (della madre); poi il senso del tatto (mentre il bambino viene tenuto in braccio o nutrito) e infine il senso dell’udito o dell’illusione, mentre il bambino si lega e si identifica con la madre.
Questo corpo fisico, incessantemente, “corre” verso la morte. Il corpo fisico non può tendere all’immortalità, perché l’immortalità non esiste a livello fisico. Nonostante ciò, è in questo corpo fisico che viene concepito il bambino immortale.
Poiché il corpo non è in grado di comprendere questo respiro, dobbiamo nascere una seconda volta per realizzare chi siamo e per comprendere il significato del prana (la vita).
Gesù disse: “Siete nati dalla carne; dovete nascere di nuovo da acqua e da spirito, con un soffio di fuoco (soffio di vita)”. Siamo nati dalla carne, ed è per questo che ne siamo attaccati, e siamo nati dal piacere sessuale, quindi desideriamo (siamo attaccati) al piacere sessuale. Quando sorge un problema a livello emotivo o sessuale, spesso sentiamo che il nostro mondo sta crollando e che la nostra vita ha subito un duro colpo. La sessualità è solo una delle cause della vita fisica.
Dobbiamo nascere una seconda volta, non attraverso il sesso, né attraverso il grembo di una madre, ma dal grembo di Dio Padre; In altre parole, dall’Hiranyagarbha, dall’alto, in profondità nel cranio, attraverso l’acqua e lo spirito.
L’iniziazione e la seconda nascita
L’iniziazione è quindi un riferimento diretto alla seconda nascita (dvija), che dà accesso alla conoscenza. Dvi significa due volte e ja significa “nuova manifestazione della vita”. In questo modo siamo in grado di aprire e purificare ciascuno dei nostri chakra, liberando così il nostro karma.
Ad esempio, si pensi alla farfalla. In sanscrito, la farfalla è chiamata Prajapati, il creatore. La farfalla nasce inizialmente come bruco. Il bruco deve rinascere per potersi trasformare.
I cicli sottili nella vita e la comprensione della spiritualità
I primi sei anni di vita di una persona si trascorrono nel dakshinayana discendente e i successivi sei nell’uttarayana ascendente. Questo periodo di dodici anni corrisponde al completamento di un ciclo solare interiore, ovvero 360 gradi della colonna vertebrale.
Normalmente, un bambino inizia l’istruzione generale al termine del dakshinayana, ovvero all’età di sei anni. Questa è l’iniziazione all’istruzione generale. Allo stesso modo, una persona può normalmente ricevere l’iniziazione spirituale dopo il completamento dell’uttarayana, o all’età minima di dodici anni; in altre parole, dopo il completamento di un ciclo solare.
Una persona giungerà a conoscere il concepimento e la nascita quando raggiungerà il livello causale attraverso la meditazione. Per questo motivo, spesso, al momento dell’iniziazione al Kriya, è mentalmente impossibile comprendere il vero significato della spiritualità.
Attraverso la pratica della meditazione, quando si raggiunge lo stato finale o il risultato della meditazione, allora la persona “diventa”, e a questo punto non c’è più spazio per la comprensione o la realizzazione, né per alcun dubbio.
Cosa succede durante l’iniziazione?
Nel giorno dell’iniziazione, il maestro purifica simbolicamente i centri energetici, rimuove i blocchi e mostra la via al discepolo, che in tal modo percepisce la vibrazione divina. A causa di preconcetti, l’iniziazione è spesso fraintesa. Non può essere compresa a livello emotivo, sebbene sia proprio a questo livello che la maggior parte degli iniziati la percepisce.
Si tratta, in realtà, di un processo molto sottile, profondo nei suoi effetti e nel suo significato. Simbolicamente, si rimuove tutto il karma, si riceve il seme (bija) e, una volta che tutto è stato purificato, si stabilisce la propria Anima nel Regno Divino.
Questo si realizza grazie alle energie (all’impegno) sia del maestro che del discepolo. Quando tutto ciò viene compreso correttamente, l’influenza si percepisce a un livello oggettivo e molto profondo.
Come andrebbe vissuta l’iniziazione?
Dovrebbe essere vissuta con calma e spontanea determinazione, con ispirazione divina e umiltà, e non con ostinata o egoistica rigidità.
L’iniziazione dovrebbe sempre essere ricevuta da un maestro illuminato o da un acarya autorizzato.
Con la concentrazione, il discepolo percepisce la vibrazione divina e la sua vita sarà benedetta. In seguito, i discepoli devono praticare e rimanere sempre al di sopra di essa.
Il Guru (la tua Anima, Dio Figlio) risiede nel Sud (dakshina) e sul lato anteriore dell’ajna chakra (sesto chakra).
Il Guru ti condurrà verso l’alto, dal dakshinayana all’uttarayana. Ciò significa dall’inizio della regione meridionale (discendente) alla fine della regione settentrionale (ascendente). Per questo motivo dobbiamo ascendere dal Sud al Nord, dalla parte inferiore del corpo alla cima.
Il significato di uttarayana e dakshinayana
La parola uttara significa sia “Nord” che “risposta”. Anche la parola dakshina ha due significati. Da un lato, significa “Sud” e dall’altro significa “donazione”, l’offerta che viene fatta durante l’iniziazione.
L’offerta consiste nei nostri tre corpi (fisico, astrale e causale). Dakshina è l’offerta al Guru, l’Anima. Pertanto, dobbiamo permettere al divino di elevarsi e dobbiamo offrire tutto al Guru (l’Anima), che risiede nel cranio.
Come accennato in precedenza, in sanscrito l’iniziazione si chiama diksha. Questo termine si interpreta come da, che significa donazione, e ksha, che significa vuoto, assenza e purezza; oppure come direzione (dik) ed etere (ksha). La nostra direzione è verso il cielo, il vuoto, l’assenza. Lì troviamo il Guru, che è anche la risposta.
L’iniziazione e il ruolo del maestro
Non è tanto il maestro che dona, quanto piuttosto il discepolo che si pone in parallelo con il maestro. Pertanto, il discepolo pone sempre una domanda e il maestro deve rispondere.
L’iniziazione riveste un ruolo molto significativo nella vita del principiante. Lo scopo principale dell’iniziazione è condurre il discepolo dalla vita all’Anima, da swara a iswara, dalle tenebre alla luce.
Il ruolo del maestro in questo contesto è quello di un ponte che connette e apre il terzo occhio. Questo è lo scopo principale dell’iniziazione.
Cosa fare per ricevere l’iniziazione?
Iniziazione e corsi di yoga e meditazione presso il nostro centro
Presso il nostro centro vengono organizzate regolarmente delle giornate dedicate all’iniziazione al Kriya Yoga. Contattaci se vuoi ricevere maggiori dettagli per ricevere l’iniziazione.
Per chi ne ha la possibilità consigliamo di frequentare le lezioni di yoga e meditazione del mercoledì sera per approcciarsi gradualmente alla meditazione e apprendere le prime tecniche del Kriya Yoga (orari e costi delle lezioni).
Nel corso dell’anno vengono inoltre organizzati incontri di teoria e filosofia yoga connessi con il kriya yoga (corsi di yoga disponibili).
Dove ricevere l’iniziazione nel resto d’Italia e del mondo
Swami Shankarananda Giri ha riconosciuto numerosi acarya attivi in tutto il mondo autorizzandoli all’insegnamento del Kriya Yoga. Hai la possibilità di entrare in contatto con un acarya nel tuo paese o di sceglierne uno vicino a te. Molti acarya offrono meditazioni online e possono tenerti aggiornato sugli eventi in India e all’estero.
Di seguito trovi un elenco di contatti di Swami Shankarananda Giri e degli acarya da lui formati e autorizzati:
Swami Shankarananda Giri insieme a svariati discepoli di lunga data durante il primo Acarya training tenutosi nel 2016 nel Kriya Yoga Ashram a Rishikesh
Ulteriori approfondimenti
Se non hai mai praticato yoga o se vuoi riprendere a praticare in modo graduale, ti consigliamo di iniziare con una lezione di hatha yoga prenotando una prova gratuita. Le nostre classi di yoga sono adatte a tutti e sono propedeutiche all’apprendimento del kriya yoga.
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Se vuoi approndire ulteriormente il Kriya Yoga puoi navigare attraverso le seguenti pagine:
Maestri del Kriya Yoga > Per scoprire il lignaggio che va da Babaji Maharaj a Swami Shankarananda Giri
Swami Shankarananda Giri > Per conoscere maggiori dettagli sulla vita e le opere del nostro maestro
Astrologia Cosmica > Per esplorare il sistema astrologico riscoperto da Sri Yukteswar e le sue relazioni con la pratica del Kriya Yoga
La tecnica del Kriya Yoga e gli otto passi di Patanjali > Per apprezzare gil Yoga Sutra di Patanjali alla luce del Kriya Yoga
